Traversata dei Lyskamm

Era già da un po’ di tempo che avevo in mente la traversata dei Lyskamm, la ritenevo lunga e difficile, la temevo e quindi volevo raggiungere un ottimo allenamento per affrontarla, poi nel 2018 sono riuscita a realizzare questo progetto e non solo, ho fatto anche di più di quanto speravo perché l’ho fatta in giornata.

Era il 12 luglio 2018 e mi ha accompagnata Roberto Ferraris, Guida del Cervino.

Ci incontriamo a Staffal alla partenza della funivia, saliamo al Passo dei Salati e poi a Punta Indren. Attraversiamo il Ghiacciaio omonimo, passiamo vicino al Rifugio Mantova e poi al Gnifetti. La giornata è splendida, io sono un po' ansiosa e invece Roberto è calmo e tranquillo.

Cominciamo a risalire piano piano il ripido e crepacciato ghiacciaio del Lys costeggiando a destra la Piramide Vincent per poi superare anche il roccione del Balmenhorn su cui è stata posata la statua del Cristo delle Vette.

Raggiunto il Colle del Lys lasciamo a destra la traccia che procede verso la Capanna Margherita e ci dirigiamo verso sinistra alla base del Lyskamm orientale dove ci concediamo una breve pausa ristoratrice.

Inizia la cresta est, la pendenza aumenta, il passo rallenta, si segue la traccia passo dopo passo, la cresta che si fa sempre più ripida e affilata richiede la massima attenzione e concentrazione, ma le condizioni della neve sono buone.

Saliamo lentamente con passo regolare e costante, brevi pause per volgere lo sguardo alle nostre spalle verso est sulle altre punte del Monte Rosa: Vincent, Corno Nero, Ludwig, Parrot, Gnifetti, Zumstein, Dufour, Nordend, la giornata è stupenda, non c’è vento, ottima visibilità.

Percorriamo ancora una lunga salita dove in alcuni tratti la roccia è affiorata dalla neve e con un ultimo sforzo raggiungiamo la punta del Lyskamm orientale: davanti a noi la prossima meta, Roberto ritiene con ottimismo che la gita sia praticamente riuscita, io sono ancora dubbiosa, mi sembra ancora lunga, comunque il primo obiettivo è raggiunto e si riprende con entusiasmo.

Scesi alla sella che separa le due vette, il percorso continua con un susseguirsi di saliscendi, ora si passa a destra del filo sul ripidissimo versante svizzero della parete nord riservata solo ai più abili sci alpinisti, ora si passa a sinistra sul versante italiano percorso da alcune vie di misto spettacolari.

La cresta sempre molto aerea e vertiginosa è principalmente nevosa ma presenta anche alcuni tratti di roccette che la rendono varia e sempre affascinante.

La tensione è sempre al massimo per l’esposizione ed il costante pericolo delle numerose cornici.

Tratti ripidi si alternano ad altri meno faticosi, poi la cresta si impenna nuovamente e con brevi passaggi di II° su misto e roccia raggiungiamo la vetta del Lyskamm occidentale.

Bene, anche il secondo obiettivo è raggiunto, stretta di mano e foto di rito al panorama straordinario, ci si rilassa un momento per rifocillarsi, voglio godermi e assaporare il momento scattando alcune foto e ammirando il paesaggio.

Verso ovest le altre punte del Monte Rosa con in primo piano Castore e Polluce che la nebbia sta per avvolgere.

Non potendo indugiare troppo, ci avviamo verso ovest per scendere lungo la ripida e delicata spalla occidentale seguendo la traccia che con passi regolari e numerose svolte ci porta al Colle del Felik e successivamente al Rifugio Quintino Sella.

Comincio a gustarmi la riuscita di questa gita strepitosa tanto desiderata quanto temuta.

Dopo una breve pausa per togliere i ramponi e rifare lo zaino, riprendiamo la discesa seguendo il sentiero attrezzato con funi e un ponticello che ci conduce velocemente al passo di Bettolina dove con gli impianti della Bettaforca scendiamo a Staffal per chiudere il percorso ad anello.

Una traversata straordinaria in quota immersa in un ambiente mozzafiato che mi ha regalato grandi emozioni e soddisfazione immersa in un ambiente favoloso.

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