In solitaria o in compagnia?

A parte qualche gitarella di piacere fatta in compagnia, io, in montagna, vado da sola e per fare le gite alpinistiche mi affido alla professionalità di una guida.

A me piace molto andare in solitaria, il potermi isolare completamente dal mondo, il poter instaurare un rapporto univoco con la montagna e la natura, è un momento di riflessione; dal punto di vista logistico è bello essere indipendente, non avere vincoli sulla scelta degli orari, degli itinerari e quant’altro.

Andar da sola mi fa paura perché penso: sono da sola, ho percorso questo vallone per ore e ore senza incontrare nessuno, sono lontana dal mondo, non ho nessun collegamento, il telefono non prende, posso contare solo su me stessa … boh … speriamo in bene

Mi porta ad essere più prudente, a valutare bene i rischi e i pericoli.

Quando sono con un’altra persona sono portata a pensare di poter contare su di lei e questo mi dà coraggio e sicurezza, mi spinge ad affrontare certe difficoltà che da sola mi bloccherebbero.

Andare in montagna comporta non solo uno sforzo fisico che varia in base alle proprie capacità e all’allenamento, ma anche e soprattutto un grosso impegno intellettivo; sì perché secondo me per camminare, arrampicare e sciare non si usano solo i muscoli, ma anche e soprattutto si deve usare la testa; e andare in montagna da sola, secondo me, è molto utile come allenamento dal punto di vista mentale perché posso contare solo su me stessa.

In realtà questo può succedere anche quando sono in compagnia, perché è troppo facile pensare di poter essere aiutata dal partner in caso di bisogno; secondo me, bisogna anche considerare che il compagno potrebbe aver bisogno di me; quindi a quel punto io, non solo mi ritroverei a dovermela cavare da sola, ma dovrei anche essere in grado di prestare aiuto all’altra persona.

Per cui penso che andando molto spesso da sola mi possa aiutare ad allenarmi in questo senso.

Nei momenti di difficoltà l’autocontrollo diventa fondamentale, bisogna valutare bene la situazione senza lasciarsi prendere dall’ansia o dalla fretta e agire di conseguenza con calma e prudenza.

Stesso discorso farei per il telefono, il GPS, la radio e tutta la strumentazione elettronica che nello zaino non manca mai; questi apparati sono utilissimi senza ombra di dubbio, però non possiamo affidarci completamente ed esclusivamente a questi dispositivi; è giusto usarli e sono molto utili però non sono infallibili, non sempre funzionano, si possono rompere e perdere, possono avere le batterie scariche, …

In sintesi e in conclusione: vado in montagna perché mi piace, sono cosciente di tutti gli aspetti positivi e negativi, rischi e pericoli? ovvio, fanno parte del gioco, fanno parte della vita

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